Il Tesoro Nascosto

Buongiorno amici di Educazione Consapevole.

Ho in mente questo post da quando, anni fa, il blog è stato trasportato dalla piattaforma di Splinder a quella di Blogspot. Vagliavo i temi disponibili e le immagini di sfondo e avevo infine scelto la fotografia sfumata e sfocata di un germoglio: il tenue verde delle foglioline e l'azzurro del cielo confortavano la bontà della mia scelta.

Un germoglio: un futuro albero.


L'icona della cartella di windows col nome del Piccolo Uomo che ho nel pc (quella che contiene fotografie, immagini, documenti, video e tutto ciò che lo riguarda) è un albero.

Al corso di preparazione al parto che frequentai quando lui era nella mia pancia, scelsi l'immagine di un albero nel mezzo di un prato per presentarmi e per presentare lui (che era l'albero: io facevo il prato!).

Anni fa scrissi un articolo per il Giornale Italiano di Psicologia e di Educazione Prenatale dal titolo "Le Radici e le ali" e tempo dopo ne inserii notizia in un post di questo blog, scegliendo l'immagine di un albero con le radici in trasparenza per accompagnare degnamente il testo.

Il logo ufficiale di Progetto Educazione Consapevole è un albero e tutto il suo significato sta qui.

L'icona del gruppo Facebook di Educazione Consapevole è un germoglio a due foglioline. Il germoglio per eccellenza!

E mi fermo qui, perchè se dovessi fare mente locale a tutti quegli episodi legati alla mia evidente predilezione per il simbolo dell'albero, non resterebbe il tempo per raccontarvi il motivo che mi ha spinto a scrivere questo post.

Questo è stato il pretesto:


Il nostro semenzaio di primavera. Un tripudio di vita incipiente, un'esplosione di foglioline brillanti protese verso la luce e minuscole radici pelosette che cercano di abbarbicarsi al "terreno" in cui sono nate.

Una gioia per gli occhi, che i miei piccoli curano come sanno e come possono, ma che ci regala momenti di sincero stupore al vedere come dei piccoli semi duri come sassolini, se messi in condizione di farlo, svelino un intero progetto di vita racchiuso ermeticamente al proprio interno.



Mi viene da dire che, davvero, l'essere umano è come un seme e che il bambino è come il germoglio.

Il seme ha dentro di sè ciò che gli è necessario ad esistere: possiede le informazioni di base, le tendenze e le competenze tali per cui sa orientarsi, scegliere, evolvere, crescere.

Ma se il seme non trova le condizioni adatte ad esprimersi, resta immobile e quiescente. Dorme, in attesa di essere svegliato dal bacio di una bella principessa, che lo porti alla luce. Direi una... "mamma principessa"... anzi, una "famiglia principessa", che sappia vedere dietro quel seme duro e muto tutta una speranza di vita incontenibile.

Senza acqua, buio, calore, i semi ora germogliati nel mio semenzaio sarebbero ancora coriacei sassolini chiusi in una busta di plastica trasparente. Senza il liquido amniotico, l'oscurità non assoluta del grembo, il calore del corpo materno, l'embrione ed il feto non sarebbero. Senza il colostro ed il latte materno, la penombra del parto/nascita rispettoso, il calore del contatto pelle a pelle, il neonato sarebbe perso. Senza il nutrimento di corpo e di anima, di giorno e di notte, ad ogni ora ed ogni momento, il bambino non crescerebbe.

Ed invece ecco che il seme germoglia e mostra fusto, foglie, radici. Ecco che l'embrione ed il feto si differenziano sempre più dalla morula iniziale sino ad assumere le piene fattezze dell'essere umano in formazione. Ecco che il neonato rivela le sue incredibili capacità di cercare e trovare la voce, l'odore, il calore, il capezzolo materno. Ecco che il bambino si mostra, giorno dopo giorno, nelle sue caratteristiche temperamentali e disposizioni psicobiologiche.

Quanta meraviglia esiste, in tutto ciò? Infinita.

Ecco: questo è il mio pensiero per voi in questa giornata così speciale. La Festa della Mamma.

Perchè ogni madre possa scoprire il Tesoro Nascosto che si cela dentro ogni figlio dell'uomo. Perchè ogni figlio possa trovare attorno a sè un ambiente che gli permetta di mostrare chi è e chi potrà divenire.

Maria Beatrice, duevolteorgogliosamentemamma