Come (e perchè) riordinare con i bambini - parte terza

Di nuovo Buongiorno, cari amici di Educazione Consapevole®.

L'altra sera, una mamma ha scritto il seguente post sul mio Gruppo Facebook per Genitori (è un gruppo chiuso che conta più di 1.000 membri, vi consiglio di iscrivervi!) e mi ha autorizzato a pubblicarne il testo:

"Ciao a tutte,
Sono alla ricerca di un consiglio/strategia per riordinare i giochi in serenità. Il periodo ci sta mettendo a dura prova, lo sappiamo, ma la pazienza, per fortuna, ancora non è esaurita!!...solo che non riesco davvero a trovare un modo positivo per invogliare i miei bimbi (7 e 4 anni) a tenere le loro cose in ordine. Non ho grandi pretese, non mi piace che sia tutto perfettamente ordinato ogni ora...assolutamente... ma che a fine giornata il pavimento sia calpestabile e i giochi siano pronti per affrontare una nuova giornata! Anche perché poi si rendono conto pure loro che avere i giochi in ordine, permette di giocare meglio, con più entusiasmo! Ma proprio non ce la facciamo...
Premetto che mio marito in questo non è collaborativo, fa fatica, piuttosto che sentirli lamentare preferisce vedere la casa sottosopra. Quindi è un momento che devo gestire io e i bimbi. Ma come?
Avete idee, suggerimenti, consigli, strategie???
Grazie mille!!.... ed una pacca sulla spalla a noi mamme che in questo periodo stiamo facendo tripli salti mortali per rimanere in piedi col sorriso!"


Come vedete la questione posta è ancora una volta il riordino dei giocattoli da parte dei bambini, un argomento che alcuni mesi fa avevo affrontato per dare risposta alla domanda di una nonna del Centro per Bambini e Famiglie di Stezzano. Ne era uscito un lungo post in due parti (qui trovate la prima e qui la seconda) che mescolava  idee di carattere più generale sul riordino e sullo sviluppo del bambino a considerazioni più specifiche sul riordino come esperienza di collaborazione con le Famiglie di Stezzano.



Vi invito assolutamente a leggere quel post in due puntate perchè ciò che scrivo oggi è a completamento di ciò che scrissi in quel contributo.

Alcune mamme hanno risposto alla questione sollevata nel gruppo, offrendo da un lato comprensione e "risonanza" alla fatica espressa dalla mamma bisognosa di aiuto e, dall'altro,  raccontando come affrontano la questione a casa propria. Penso sia giusto offrire il contributo di Educazione Consapevole non solo nel Gruppo ma a chiunque cerchi informazioni in merito on line, ecco perchè scrivo qui.

Nei post precedenti abbiamo visto quanto sia importante il riordino nell'esperienza di gioco del bambino e quanti significati evolutivi siano ivi nascosti; oggi vorrei concentrarmi su alcune indicazioni molto pratiche, adatte anche a situazioni dove il riordino non sia magari stato un must fin da piccolissimi e dove l'età dei bambini sia un po' più avanzata rispetto al solito 0/3 di cui mi occupo.

Distinguiamo due categorie di strategie per riordinare con i bambini: da una parte strategie di relazione e dall'altra strategie pratiche.



Le strategie di relazione vengono sempre per prime, perchè la relazione è il veicolo inevitabile attraverso il quale deve passare un messaggio, se vogliamo che sia efficace; per cui:

  • prima di fare una richiesta di riordino, assicuriamoci di essere noi per primi in condizione di "funzionare": se siamo trafelati, pensierosi, arrabbiati per altro, con la testa altrove... rischiamo di fallire l'obiettivo,

  • assicuriamoci di essere in contatto con il nostro bambino: parliamo guardandolo negli occhi, possibilmente in modo sereno e sicuro, se possibile tocchiamolo mentre gli parliamo; è sufficiente prendere la mano, poggiare la mano sulla sua spalla, fare una carezza sulla schiena. Bisogna svegliare l'istinto di contatto nel bambino e accendere la chimica dell'ascolto,

  • consideriamo il punto di vista del bambino, prima di fare la nostra richiesta: cerchiamo di entrare in risonanza con ciò che sta provando in quel momento; potrebbe essere molto concentrato oppure potrebbe essere nervoso, stanco o frustrato per qualche motivo. Di sicuro non sempre le condizioni cognitivo-emotive del bambino sono facilitanti ed è qualcosa di cui è importante tener conto, quando si fa una richiesta di riordino.

Le strategie pratiche vanno pensate con creatività e inventiva e adattate al contesto e alle persone; tuttavia sono probabilmente riassumibili per tutti nelle parole: protagonismo e novità. Mi spiego meglio:



  1. i bambini spesso rifiutano il riordino perchè lo avvertono come un peso, un obbligo, una sorta di "fastidio" da evitare. Chiediamoci: cosa rende "fastidiosa" la nostra esperienza di riordino? E da lì ripartiamo, modificando le condizioni, i tempi, i modi con cui il riordino è stato vissuto e quindi "imparato" dai nostri bambini,

  2. un secondo aspetto molto importante riguarda il ruolo che i bambini ricoprono al momento di riordinare: quasi sempre, per fare prima o per fare meglio, gli adulti tendono ad assumere il ruolo di leader - cosa che assegna inevitabilmente il ruolo di mero esecutore al bambino. L'adulto è il direttore dei lavori e il bambino è il manovale a basso costo che ha il compito di eseguire ciò non ha deciso. Non è bene ribaltare i ruoli in modo speculare, perchè è importante che l'adulto abbia un compito di supervisione, ma il bambino dovrebbe sentirsi protagonista ed avere un ruolo di primo piano, dovrebbe poter aver margine di decisione, dovrebbe quindi sentirsi contento di riordinare e soddisfatto del risultato. Dovrebbe attivarsi una chimica positiva nel suo cervello, una scarica di neurotrasmettori che porti quel cervello ad immagazzinare una memoria emotiva positiva associata all'esperienza del riordino.  Se questo non succede torniamo al punto 1 e facciamoci delle domande...

  3. riordinare spesso è noioso: e quando ci annoiamo il cervello ci porta a spegnere la nostra motivazione e a cercare una fuga. E' il caso del bambino che butta tutto alla svelta nel primo contenitore che trova e che ha come unico obiettivo "finire il prima possibile". Se provassimo a rendere speciale il momento del riordino? Alcune idee:

  • riordinare a ritmo di musica con obiettivi precisi, ad esempio: entro la fine della canzone tutti i pastelli nella loro scatola! Riordinare seguendo la musica, fermandosi tutti al momento del silenzio tra una traccia e l'altra oppure "suonando" gli oggetti che si stanno riordinando. Alcune musiche adatte potrebbero essere "The typewriter" di L. Anderson e la simpaticissima "Movie it!" di S. Leavell,

  • raccontare una storia insieme alternando le voci, in modo che appena il bambino ha riordinato un materiale di gioco (es. tutte le macchinine) possa prendere la parola e proseguire il racconto. Se i bambini sono più di uno fate attenzione a che non diventi una gara dove il più piccolo resti sempre in svantaggio.



Qualche altra considerazione: con i bambini è sempre importante il coinvolgimento attivo, ma è altrettanto fondamentale rinnovare le proposte, rinfrescando e modificando periodicamente i luoghi del riordino, i contenitori dei giocattoli ecc. Se con i bambini 0/3 anni la prevedbilità è la carta vincente per la collaborazione, con i bambini più grandi è la novità a poter fare da chiave di volta! Qualche esempio:

  • dedicate un tempo specifico a sistemare la stanza del bambino (o le stanze dei bambini), tirando fuori tutto, dando una bella pulita, buttando via quello che non serve più, creando un nuovo ordine che doni allo spazio un aspetto nuovo. I bambini devono essere protagonisti di questo processo e abbiate cura di accettare e dare seguito a tutte lo loro proposte che siano praticabili!

  • etichette scritte, colorate, disegnate dai bambini possono aiutare a dare un nuovo aspetto ai contenitori, ai cassetti, alle scatole...

Ogni volta che è possibile, fate un passo indietro e regalate ai bambini di questa età più protagonismo, più divertimento e qualcosa di inaspettato e divertente: riordinare sarà più semplice per tutti.

Attendo i vostri commenti e i vostri racconti in merito, vi aspetto nel Gruppo Genitori!

Un caro saluto,

Maria Beatrice

Mummy (a safe place to be) - Mamma (un posto sicuro dove stare)

Buongiorno e Buona Festa della Mamma, amici di Educazione Consapevole®!

Per celebrare questa Festa, che può assumere molte sfumature emotive, alcune dolorose, altre agrodolci, altre dolci o dolcissime, condivido con voi tutti una canzone semplice semplice, come le torte e le pizze fatte in casa in questo periodo: piene di difetti eppure con un sapore unico e speciale.

Ieri, la mia bimba ed io abbiamo cercato di mettere in musica alcuni pensieri e parole per la Festa della Mamma e abbiamo scritto, suonato e cantato insieme questa canzone che si intitola "Mummy (a safe place to be)".


Le parole sono un po' di entrambe, mentre ci siamo divise equamente gli strumenti: io chitarra e lei shackers!

L'idea di usare le singole lettere della parola "Mamma" (Mummy in inglese) è arrivata da una biglietto di auguri che mio figlio mi scrisse per il mio ultimo compleanno e la traduzione in inglese (che non è correttisima, lo so, ma mi perdonate?) è arrivata come una necessità di metrica: in italiano non stava mai bene niente, mentre in inglese le parole e gli accenti cadevano al posto giusto!

Ho deciso di lasciare la traccia audio intera, perchè mi intenerisce l'onestà delle nostre voci che si preparano a partire insieme con il classico "uno, due, tre, quattro".

Come già fatto con la precedente canzone "Ci riuscirò" ho inserito nel testo gli accordi per chitarra e ukulele: spero vi siano utili per provare a suonarla con i vostri figli o con i vostri genitori.


Vi abbraccio, anche da lontano .

Maria Beatrice 

Attività di vita pratica: la tovaglietta per apparecchiare

Buongiorno a tutti, cari amici di Educazione Consapevole®.

Oggi, complice il clima favorevole e l'assenza di zanzare (chissà quanto durerà, ancora, questo idillio!) abbiamo pranzato in terrazza.

I miei ragazzi sono ormai grandi e sanno bene cosa è necessario mettere in tavola per apparecchiarla con tutto ciò che serve (il vero problema è far stare tutto sul minuscolo tavolino da campeggio che abbiamo all'esterno!).

Vi debbo anche dire che hanno imparato molto presto ad apparecchiare la tavola, secondo i dettami del decluttering (solo lo stretto necessario) e della semplicità.

Il valido aiuto che ha permesso di acquisire questa competenza nel passato è stata una tovaglietta speciale, creata con lo scopo di fare da guida alle loro manine e alla loro mente (avevano circa 2 anni quando gliela proposi).

Io scelsi una tovaglietta in stoffa e bamboo: oggi prenderei un bel foglio A3 da plastificare, rendendolo così impermeabile e lavabile con spugna e una goccina di detersivo per i piatti!


Qualsiasi sia la vostra scelta, il procedimento non cambia e quello che vi serve (oltre alla tovaglietta, che non deve avere disegni e decorazioni ma è bene sia monocromatica e senza disegni o scritte) è: un piatto, una forchetta, un cucchiaio, un coltello e un bicchiere monouso e un pennarello indelebile  a punta grossa. 

Vediamo il procedimento passo passo, che ne dite?

La bottiglia della felicità

Buongiorno a tutti, amici di Educazione Consapevole®.

Prosegue questa situazione di incertezza, fatica e smarrimento che ci costringe ad inventare nuovi modi di stare-nel-mondo e a trovare continuamente nuovi punti di equilibrio personale e familiare.

Desidero condividere con voi una strategia che da tanto tempo fa parte della mia quotidianità - anche se non in modo continuo e costante - e che ha il preciso obiettivo di aiutarmi a focalizzare l'attenzione su ciò che c'è di buono in ogni giornata.

Si tratta della bottiglia della felicità (anche se a me piace di più chiamarla "la bottiglia della gratitudine", che trovo sia qualcosa di più profondo, ricco e solido. Per i bambini, specialmente se sotto una certa età, è molto più comprensibile ed immediato il termine "felicità").



Di cosa si tratta? Ve lo spiego subito!