La Verità vi farà liberi

Buongiorno a tutti,
carissimi amici di Educazione Consapevole. 

E' da settimane che mi frulla in testa questa frase... ed è da altrettante settimane che mi dico "stasera scrivo un post con questo titolo".

Ma poi la vita interviene a modificare ogni santa sera questo buon proposito  e, di giorno in giorno, eccomi arrivata sino qui!

Un post dal titolo impegnativo, non c'è che dire. 

Innanzitutto perché è una citazione, si tratta di una frase attribuita a Cristo nei Vangeli. E poi perché la Verità è qualcosa di estremamente delicato e prezioso, qualcosa da approcciare e trattare con grande Prudenza.

Con il passare degli anni mi sono sempre più convinta che questa frase, "La Verità vi farà liberi", sia profondamente vera. Autentica. Innegabile.

Perchè l'Uomo è fatto per la Verità, la desidera, ne ha bisogno, la ricerca (anche e spesso inconsapevolmente). Non è possibile convivere e vivere nella menzogna e nell'inganno, se non avendo eliminato da sè ogni traccia di Umanità (per carità, è possibile, ne conosco di persone che ormai non provano alcun disagio di fronte alla falsità!).

E quando si crea questa propensione alla Verità? Quando si forma, quando prende vita? Io penso che ciò avvenga contestualmente all'inizio dell'esistenza stessa.

Già nel grembo della madre un bambino necessita di Verità. Gli operatori che si occupano di Psicologia e  Educazione Prenatale (vi invito a visitare il sito dell'Associazione Nazionale di Psicologia e di Educazione Prenatale - ANPEP) incoraggiano le donne gravide a parlare con i loro piccoli soprattutto in quelle situazioni di difficoltà, dolore, paura... che si incontrano nella vita, anche in gravidanza. Il messaggio è sempre quello del parlare con sincerità al proprio bimbo, di spiegare ciò che accade intorno e soprattutto ciò che si prova. Per non lasciare il piccolo in balia del caos, per non abbandonarlo nel corso di un passaggio difficile, che al bimbo "arriva" tramite funicolo e placenta, come messaggio biochimico e non solo. Come messaggio energetico, come messaggio emotivo, come pensiero.

E quando il bimbo nasce, l'esortazione alla Verità può continuare, di fronte ai mille continui passaggi di vita che la diade mamma-bimbo si trova ad affrontare. 

E poi di seguito, quando i piccoli crescono e iniziano ad essere circondati da ciò che forse non possono capire appieno ma che hanno il diritto di essere aiutati a comprendere e ad affrontare; la morte, la paura, la rabbia, l'ingiustizia, il dolore, la cattiveria, la violenza, la povertà.

Sapete cosa mi ha fatto pensare alla stesura di questo post? Il mio primo bimbo, il piccolo uomo, soffertissimo fratello maggiore di una piccola pulcina di ormai quasi otto mesi, la cui nascita ha comportato un rimaneggiamento familiare che, per il mio piccolo uomo, credo sia equivalso ad un frontale con un TIR di quelli a doppio rimorchio o a "Trasporto Eccezionale".

Il piccolo uomo è arrabbiato a morte, di una rabbia che a volte lo sconvolge e lo sconquassa con violenza. E' la verità. Una verità difficile da accettare tanto per me (che sono il principale oggetto di questa rabbia, seconda solo alla sorellina!) quanto per lui. Una verità che molti intorno a noi, purtroppo, tentano di arginare con la peggiore delle armi: la menzogna.

Ed è tutto un coro di "Che bella la tua sorellina! Ma tu sei più bello", "Che brava la tua sorellina! Ma tu sei più bravo", "Sei contento?" e lui, povera anima, che a volte risponde anche "Non tanto". E menomale... E via di seguito. Un tentativo maldestro e assolutamente controproducente che porta ad inasprire la rabbia (perchè il piccolo uomo è piccolo, mica scemo!) e a imparare a convivere con l'inganno.

Sapete, il pericolo è che il piccolo uomo inizi a confondersi su ciò che è giusto e sbagliato, su ciò che è legittimo e su ciò che non lo è. Ha il sacrosanto diritto di essere arrabbiato, geloso, nervoso. Sono le modalità con cui esprime la rabbia che vanno gestite (ma qui ci vorrebbe un altro post!). Ed è finita che un giorno, disperata di fronte all'ennesimo dispetto, me lo sono preso e l'ho portato con me in camera. E gli ho detto "tu sei arrabbiato da morire, la verità è questa e va bene così. Dillo, non aver paura, posso resistere alla tua rabbia.". E abbiamo iniziato un gioco fisico e verbale di conflitto e di espressione che mi ha fatto guardare nel suo Vaso di Pandora (era proprio pieno e temo lo sia ancora).

Anche io sono stata sincera con lui, gli ho detto che mi dispiace e che soffro molto nel vedere la sua enorme fatica. Gli ho detto anche che mi manca il mio piccolo uomo di prima, quello che non era sempre arrabbiato con me.

La mia e la sua verità ci hanno permesso di riavvicinarci, hanno aperto delle finestre nel solido muro che ha erto a sua difesa in questi mesi.

La Verità, almeno per un po', ci ha reso liberi. 
Liberi di ricordare che nonostante tutto e grazie a tutto, io resto sempre la sua mamma e lui il mio amatissimo figlio.

Un abbraccio a tutti,
Maria Beatrice