Bloomberg e la guerra alla "formula"

Buonasera a tutti!

Nei giorni scorsi una lettrice del blog che vive negli USA mi ha segnalato un articolo relativo alle intenzioni di Michael Bloomberg, sindaco di New York City, in merito alle strategie per incrementare il tasso di allattamento al seno negli ospedali della Grande Mela.

Si tratta di questo: rendere meno accessibile il latte artificiale, incrementare l'attività di sostegno all'allattamento al seno da parte del personale sanitario, eliminare i "veicoli" di disturbo nella scelta delle neomamme (gadget, valigiette omaggio e simili).

Insomma: una guerra per sfinimento al latte artificiale.

Inutile dire che i sostenitori dell'allattamento al seno plaudono le intenzioni di Bloomberg, mentre molti altri si sono già dichiarati contrari ai possibili citati provvedimenti. Si riapre per l'ennesima volta l'eterna questione breastfeeding/formulafeeding, come se si trattasse di un derby calcistico di portata mondiale. E chi fa il tifo per una squadra non può che vedere l'altra come fumo negli occhi. Peggio degli ULTRAS!

Io considero l'iniziativa di Bloomberg degna di plauso perchè l'obiettivo di aumentare il numero di mamme che allattano al seno (e quindi il numero di bambini allattati) è assolutamente meritevole e da sostenere.

Temo, però, che si crei per l'ennesima volta la guerra fratricida delle ideologie e che i caduti appartengano alle categorie più deboli: i bambini. Questi nostri bambini che amiamo alla follia e che a volte diventano paladini delle nostre scelte aprioristiche, dettate dalla volontà di appartenere ad una categoria genitoriale o a un'altra.

"Sono io a dover scegliere", dice una mamma nell'articolo del New York Post. Verissimo. Il punto (dolente e nevralgico) sta proprio qui. La mamma deve poter scegliere liberamente. Ma come si fa?

La libertà è la facoltà grazie al cui esercizio si può scegliere ciò che è giusto e ciò che è bene. E ciò che è giusto è fare tutto il possibile perchè una mamma possa allattare al seno. Non significa violentare la sua individualità costringendola a fare qualcosa che non desidera.

Significa, a mio parere, metterla in condizione di comprendere l'importanza che l'allattamento al seno può avere in termini di salute e di relazione per il proprio bambino e per se stessa. Non significa barricarsi dietro la posizione ideologica dell'allattamento come dovere o come scelta necessaria.

Allattare al seno non è un obbligo, è una benedizione, una preziosa opportunità.

Chi davvero non può allattare (e si tratta di un numero di donne nettamente inferiore a quello delle donne che effettivamente non allattano) ha diritto di trovare aiuto, supporto e sostegno. Competente, professionale, umanamente valido.

Ma non possiamo negare che se il codice IBFAN non venisse quotidianamente disatteso e violato:
- nei corsi di accompagnamento alla nascita (grazie alle famose valigiette contenenti miriadi di gadget che tutto fanno tranne che informare correttamente sull'allattamento al seno)
- nei reparti maternità (con i bibe di glucosata, i ciucci, i paracapezzoli, i rooming-in negati, la confusione delle informazioni offerte - o negate, le indicazioni sulle marche di latte artificiale da acquistare una volta tornati a casa)
- negli studi pediatrici ("Signora, se non avesse abbastanza latte provi questo" - e via di foglietto con scritta un'altra bella marca di latte artificiale)... e via di seguito, ci sarebbero molte ma molte più donne che allattano al seno e molti più bambini allattati.

Mi piace molto il passaggio dell'articolo in cui si dice che il latte artificiale deve essere qualcosa per il cui utilizzo bisogna dare una spiegazione (e valida). Mi piace anche che alla richiesta di latte artificiale da parte di una mamma le si proponga un colloquio.

In poche parole: più controllo, meno margine di cattiva informazione e cattivo utilizzo delle risorse (umane e non solo) nei punti nascita e più iniziativa da parte del personale ospedaliero.

 
Mi piace l'iniziativa di Bloomberg. 

Spero solo che l'onestà di intenti e il buon senso, uniti ad un po' di umanità e a tenace volontà, riescano ad evitare lo scontro ideologico, che non porterebbe di certo molto lontano.

Tienici aggiornati, amica lettrice dagli States!

Un caro saluto a tutti, rinnovando l'invito ad entrare nel gruppo facebook di Educazione Consapevole.

Maria Beatrice