Piccoli tesori – nuovi consumatori


Buongiorno a tutti! 


Oggi colgo l'occasione di una cosa che mi è accaduta realmente qualche giorno fa per condividere con voi alcune considerazioni in merito alle valigette “omaggio” che sono spesso offerte alle mamme in dolce attesa durante i corsi preparto, nei centri commerciali ecc.

Qualche mattina fa ho ricevuto una di queste valigette da un amico di vecchia data che l'aveva presa apposta per me in un centro commerciale. Per me è stato come ritornare di colpo indietro di 5 anni, quando in attesa del mio primo bimbo ne avevo addirittura recuperate due diverse. Tutta contenta, beata ingenuità! 


Con una certa curiosità e con cinque anni in più, non appena possibile mi sono dedicata all'esplorazione del contenuto della mia nuova valigia, su cui campeggia una delle tante famose immagini di Anne Geddes, la fotografa che trasforma neonati e lattanti in piantine di cactus, cuccioletti pelosi e verdurine dell'orto grazie a travestimenti ad hoc. Chi di noi non ha sorriso intenerito di fronte ad alcuni suoi scatti? Io l'ho fatto per tanto tempo, poi ho acquisito una prospettiva diversa sulla questione e ho smesso di intenerirmi...  


Comunque: un gruppetto di cinque frugoletti travestiti da non ho ancora capito cosa (roselline? Può essere...), altrimenti noti come “Piccoli tesori”, mi sorride sulla valigia e mi chiedo se i piccoli tesori siano i frugoletti o i contenuti della confezione.

La apro e ne estraggo:
  • un campione da 60 ml di un “detersivo ipoallergenico per il bucato del tuo bambino”, con tanto di buono sconto allegato per invogliare un nuovo acquisto e garanzie varie sulla “bontà” del prodotto – testato addirittura “sotto controllo pediatrico”. La domanda è: per quale motivo dovrei continuare ad usare detersivi aggressivi e potenzialmente dannosi per me e per il resto della mia famiglia mentre scelgo un detersivo ipoallergenico per il bucato del bebè? Le soluzioni sono due: o capisco che la soluzione è fare un bucato “delicato” per tutti (ma con cosa? Un detersivo ecologico, uno fatto in casa) oppure mi voto ai doppi bucati, sprecando tempo, energie (umane, idriche, elettriche) e risorse (mie e del Pianeta). Ovviamente la soluzione più semplice è optare per un bucato uguale per tutti e la ditta che mi regala il suo campioncino spera proprio che io decida di usare il suo prodotto.
  • Una busta di plastica contenente un campione di “pasta lenitiva protettiva” da 3,5 gr (della quale ci tocca sorbire la pubblicità quotidiana in fascia serale) e l'allegato libretto informativo. Se non avessi scoperto cos'è l'INCI di un prodotto e come leggerlo avrei potuto credere alle meraviglie di questa pasta lenitiva che contiene davvero alcuni componenti ottimi ma solo dopo Lanolyn, Paraffinum liquidum e Petrolatum. Insomma: petrolio. :( La perla è che il libretto consiglia di usare la pasta lenitiva anche per il seno della mamma che allatta dopo ogni poppata (avendo però “cura di detergere accuratamente le mammelle prima della successiva” - chissà come mai...)
  • Un depliant del "leader mondiale dell'omeopatia", quella che fa la pubblicità in TV, in radio e sui giornali. Il depliant parla dei benefici dell'omeopatia per i fastidi dovuti alla dentizione nei lattanti. Nulla da dire, io sono pro-omeopatia, ma vi confesso che con questo depliant in mano apprezzo ancor di più l'omeopata che ci segue e che ci consiglia rimedi di un'altra casa, molto meno “commerciale” e “pubblicizzata” di questa a tutti nota. Le logiche commerciali non mi piacciono... mi sanno tanto di multinazionale...
  • Un depliant di una casa automobilistica che fornisce molte info su seggiolini auto, sicurezza in viaggio ecc. e pubblicizza le sue “family car”. Che ci crediate o no, stavolta non ho niente da ridire. Le informazioni contenute sono corrette e piuttosto “pulite”.
  • Una confezione-prova del più noto additivo igienizzante da bucato, anche lui compagno quotidiano della pubblicità televisiva. Ma servirà davvero oppure no? E sarà proprio così innocuo? Le indicazioni riportate sulla confezione lo definscono “iriritante” e contiene fino al 30% di “sbiancante a base di ossigeno”... Mah, resto dell'idea che è meglio scegliere detersivi biodegradabili davvero e imparare a non crearsi inutili ansie da combattere con battericidi di ogni genere. Insomma: o viviamo con i coyote oppure i germi e i batteri della nostra famiglia possono anche convivere con noi e i nostri figli! Tra l'altro è ormai provato che i bambini che vivono in ambienti troppo asettici sono a rischio di sviluppare allergie. Non siamo mica nati per vivere come in una sala operatoria!!
  • una confezione di flaconcini monodose di acqua di mare isotonica sterile, quella che si usa per pulire occhietti e nasino e per l'aerosol. Questa è ottima, la vado ad accompagnare alla restante soluzione fisiologica che già possiedo in quantità, alleata nei raffreddori a tutte le età.
  • Un librettino di una notissima ditta che vende abbigliamento ed accessori per bambini. A parte il fatto che definisce “indispensabili” il set pappa e l'interfono non ho altro da dire. Mi rimetto alla clemenza della corte! 
  • Una bustona di plastica (ancora!?) contenente: un pannolino usa e getta formato “mini 3-6 kg”, una confezione da 12 salviettine monouso con INCI da discutere (aprono con Aqua e Citric Acid – entrambi ottimi, bollino doppio verde – e poi cascano subito con il Peg-40 Hydrogenated Castor Oil che è bollino rosso, recuperano terreno con il Sodium Citrate doppio verde e poi  partono conservanti e altri componenti di cui non rintraccio nemmeno la valutazione nel Biodizionario). Non possono mancare nella bustona gli sconti per nuovi acquisti e il solito libretto pieno di pubblicità.
  • Un'altra bustona di plastica (ma quanti rifiuti produce una sola di queste valige?!) della più nota ditta italiana produttrice di “qualsiasi cosa” per bambini. Ci regala una bustina con due coppette assorbilatte usa e getta con antibatterico e la perla delle perle: un libretto di 30 pagine di “consigli pratici per l'allattamento”. Diamogli un'occhiata... Moltissime delle informazioni contenute sono corrette, circostanziate e scientificamente fondate (con tanto di riferimenti bibliografici). Qualche sciocchezza c'è: ad esempio il fatto che si debba preparare il seno durante la gravidanza in vista dell'allattamento, con “massaggi per irrobustire i capezzoli”. In realtà non è vero, si tratta di uno dei tanti miti relativi alla gravidanza. Oppure il fatto che si debba lavare il seno prima di ogni poppata. Carlos Gonzales ci dice che a meno che il seno sia davvero “sporco” non c'è bisogno di lavarlo, tantomeno utilizzando “i pratici fazzolettini in commercio” (e ti pareva!). E ancora: so che attendere due/tre ore tra una poppata e l'altra dopo i primi giorni non garantisce un'adeguata produzione di latte, perchè il latte umano viene prodotto “su richiesta”: più il bimbo succhia e più latte viene prodotto. Per cui occhio, perchè il nostro libretto ci dice che “dopo i primi giorni la produzione di latte si è stabilizzata”: non è mica impostabile una volta per tutte, ma cambia durante l'intero periodo di allattamento! Purtroppo troviamo informazioni discutibili e commercialmente orientate anche nel paragrafo dedicato ad “Allattamento materno e problemi”; in particolare riguardo alle ragadi ci consigliano l'uso degli “specifici dischetti Idrogel” (indovinate chi li produce?) e l'uso dei paracapezzoli (idem come sopra). Nel centro di questo libretto ci vengono presentate le “Soluzioni per un allattamento sereno” prodotte dalla nostra ditta: biberon, succhietti, paracapezzoli, dischetti Idrogel, bilancia, sterilizzatori e scaldabiberon. Ma stiamo parlando di soluzioni per l'allattamento al seno oppure per qualcos'altro?   Continuiamo a leggere: il latte materno può essere conservato a temperatura ambiente per 8 ore, in frigorifero per 72 ore, in freezer per 3 mesi e nel congelatore a – 18°c per non più di 6 mesi. Perfetto. Però leggo che lo posso scaldare con il microonde, il che non è vero! Provateci e avrete un latte separato nelle sue componenti lipidiche, proteiche e acquose e oltre ad avere un brutto aspetto non sarà gradito al bambino (situazione realmente accaduta di cui sono stata indiretta testimone). Terminiamo con la parte relativa all'allattamento con il biberon: mi intristisco leggendo che “con le nuove tettarelle più simili al seno (avete già capito, vero?), il bimbo si nutre indifferentemente dal seno o dal biberon senza difficoltà nell'alternanza”. Come no, siccome il bambino è stupido non è minimamente disorientato dalla differenza tra il seno di mamma e la tettarella di silicone. Andate a chiedere alle mamme che si vedono rifiutare il seno o il biberon: forse hanno qualcosa da dire in merito!
  • 3 copie di riviste per neomamme & co. (con relativa scheda per abbonarsi), farcite di pubblicità su girelli, box, creme antismagliature, salviettine superdelicate da usare per viso-mani-cambio e chi più ne ha più ne metta, giocattoli che “supportano le capacità motorie del bambino facendolo divertire saltellando su e giù e ruotando di 360°” (e come farne a meno?), pannolini usa e getta sempre più sottili e assorbenti (e chi glieli toglie più? Nemmeno si accorge di essersi bagnato!), marsupi con bambini di pochi mesi portati fronte strada, passeggini ipertecnologici e superglamour, paste per il cambio, sdraiette che vibrano-suonano-si illuminano-dondolano, giocattoloni plasticosissimi e ovviamente latti-crescita di ogni genere e specie. Un bombardamento incredibile, il modo migliore per indurre bisogni inesistenti. Vi consiglio di leggere “Bebè a costo zero” di Giorgia Cozza e vi farete un'idea in merito!
  • Un paio di adesivi per l'auto (di quelli “bimbo a bordo”), debitamente “sponsorizzati”.
  • Un depliant su una particolare marca di acqua oligominerale con i consigli dell'Associazione Italiana Donne Medico. Almeno qui c'è scritto “scegli sempre di allattare anche perchè così correrai meno rischi di tumore alla mammella”. 
  • L'ultima bustina (almeno questa è di carta) contenente i buoni per vincere libri di classici cartoni per bambini. Per lo meno qui non ci suggeriscono di spalmare petrolio, succhiare silicone e nutrirci di omogeneizzati. Ci intortano un po' ma mal che vada ci troveremo per casa un po' di libri!

Insomma: una quantità di informazioni incredibile, alcune buone, molte altre discutibili o addirittura dannose; un bel po' di rifiuti da gettare nel cestino e la sensazione di essere un target troppo ghiotto per lasciarselo scappare. Ogni neomamma può diventare una consumatrice ir-responsabile e in-consapevole e, soprattutto, fare del proprio figlio un nuovo baby-consumer.

Oppure le cose possono andare diversamente e, con un po' di inevitabile fatica, si possono fare scelte diverse, più responsabili, più consapevoli, a beneficio della propria e altrui salute, oltre che di quella del nostro Pianeta.

Cosa ne dite? Mi sembra che valga la pena pensarci.
Aspetto i vostri commenti!

Un saluto a tutti,
Maria Beatrice