Un frammento di cielo in Val di Pejo: il lago di Covel

Buongiorno, amici di Educazione Consapevole!

Una nuova avventura per #naturainfamiglia è pronta per essere condivisa con voi.

Bimbi al seguito (niente passeggino: o si cammina o si sta in spalla ad un adulto in uno zaino portabebè o in fascia o marsupio ergonomico!), eccoci a visitare un luogo splendido: il lago di Covel in Val di Pejo.
 
Siamo nel Parco Nazionale dello Stelvio: la Val di Pejo è una laterale della Val di Sole (Trentino Nord Occidentale) che si inerpica costantemente fino a giungere al cospetto di cime imponenti e maestose, raggiungibili con l'incredibile funivia "PEJO 3000".
 

Oltre all'Area Faunistica di Pejo che merita una visita, in prossimità del paese di Pejo Fonti, #naturainfamiglia vi consiglia di salire in auto fino a che è possibile, oltre il paese stesso.

Se arrivate proprio in cima alla strada vi raccomandiamo di parcheggiare in modo assennato e regolare: i posti sono pochi e la pendenza della strada si fa sentire. Se invece decidete di lasciare l'auto più in basso, potrete godere di un bellissimo panorama alpino sulla valle, alla vostra sinistra, durante la salita su comoda mulattiera (sentiero 125).
 

Prima o dopo, a seconda della vostra scelta iniziale, arriverete all'ingresso di una valletta splendida.
Da lì, camminando in fila indiana e costeggiando da una parte prati e pascoli e dall'altra rocce e pareti, potrete proseguire lungo un percorso ad anello che vi regalerà continui cambi di scenario.
 

Prima una parete di roccia panciuta, attrezzata con vie di arrampicata di vario livello di difficoltà.
 
Di seguito un ponte (che ha sempre fascino!) e la bella cascata di Covel.

 

Proseguendo il cammino lungo il ben segnalato sentiero, si giunge all'omonimo laghetto (1843 mt s.l.m.), un frammento di cielo glauco nel centro di una torbiera piena di vita (pesci, salamandre, bisce dal collare, rane... ) che NON va calpestata, per cui mantenetevi sul sentiero e godetevi il panorama.

Ancora un poco più avanti vi attende Malga Covel, con un prato attrezzato per i picnic e le grigliate, con panche e tavoli e una fontana di acqua potabile e freschissima.

Dopo aver riposato occhi e gambe e riempito lo stomaco, proseguite e troverete baite e cartelli di segnalazione che vi permetteranno di compiere un giro ad anello fattibile senza fatica, fino a tornare al punto d'ingresso alla valletta.


Un'avventura per gli occhi e ottime possibilità di avvistare grandi rapaci in cielo e i segni della presenza degli animali selvatici nel bosco (noi abbiamo addirittura rinvenuto i resti di un ungulato, forse una predazione!).

Prestate attenzione ai fiori di Carlina acaulis lungo il percorso: questo fiore è un igrometro naturale!

Se resta aperto il bel tempo è garantito, ma se inizia a chiudersi preparatevi ad un cambio di programma e tirate fuori mantelle e giacche impermeabili, perchè con tutta probabilità inizierà a piovere!


E se in cielo splendono sette soli ma volete controllare se è proprio vero quel che vi racconto, prendete un po' di acqua e versatela sopra la Carlina. Fate controllare ai vostri bambini se il fiore resta immobile o se inizia a chiudersi!

La sapienza della Natura: che splendida Maestra per una Educazione Consapevole!

A presto,
Maria Beatrice

La scuola di Maestra Montagna

Buongiorno, amici di Educazione Consapevole!

Come promesso alcuni giorni fa sul canale Facebook di Educazione Consapevole (alla cui FanPage ufficiale consiglio caldamente di iscriversi, dato che viene aggiornata con nuovi contenuti ogni settimana e - a volte - ogni giorno!) eccomi a scrivere in diretta dalla Casa nella Natura di Educazione Consapevole.

Felpa e calze sono d'obbligo a quest'ora, dato che scrivo dalla terrazza (perchè qui il wi-fi prende poco), circondata dal bosco e dal prato pieno di grilli e lucciole.

Da qualche giorno stiamo gustando questo luogo dove il mio cuore resta 365 giorni l'anno, anche quando sono altrove... e stiamo imparando un'infinità di cose interessanti alla scuola di Maestra Montagna, docente preferita di #naturainfamiglia.

Ecco alcuni insegnamenti da condividere con voi: 

1. Impariamo ad usare gli occhi per guardare e non solo per vedere.
Fermiamo il tempo con una fotografia e studiamone i dettagli. Lasciamoci istruire dalla bellezza, dall'imponenza e dalla severità della Montagna, che ci ricorda quanto siamo piccoli...


2. Ascoltiamo con attenzione chi ne sa più di noi.
Passeggiare nel bosco con un Naturalista significa scoprire un Universo di cose nuove. Ad esempio come riconoscere una nocciola aperta da uno scoiattolo da una aperta da un picchio, oppure trovare dei Larici con un tappo alla base e scoprire che dal relativo foro si estrae ancora oggi la trementina, o ancora che il Rondone alpino dorme in volo.

Da una borra di Allocco emergono ossicine minuscole e scopriamo che il nostro rapace si era mangiato due topolini e una Crocidura (vi giuro che la sapienza con cui il naturalista ha saputo catalogare ogni frammento di osso è stata pazzesca!).


3. Abbiamo rispetto per ogni essere vivente, anche minuscolo. 
Questo Toporagno comune è stato trovato morto vicino al sentiero dove camminavamo. Il Naturalista ci ha spiegato che si tratta di animaletti che hanno bisogno di mangiare continuamente, altrimenti muoiono (!). Ha ipotizzato, quindi, che il Toporagno in questione fosse morto dopo il temporale della notte precedente, durato alcune ore. Nessuno ha toccato il piccolo Toporagno oltre al nostro "tecnico", ovviamente... e anche questo è stato di insegnamento per adulti e bambini: ci sono cose che NON si fanno in montagna: toccare gli animali morti, ad esempio!



4. Pensiamo che ciò che si vede non è tutto ciò che esiste.
Dietro la corteccia di un albero tagliato ci può essere un incredibile intrico di gallerie, lasciate dalle larve di qualche insetto che è poi maturato al sicuro ed infine uscito allo scoperto per proseguire il proprio cammino.


5. Impariamo l'umiltà.
Cercate funghi con un Micologo esperto e poi fatevi raccontare e spiegare tutto sui quelli che avete trovato. Nomi latini, profumi deliziosi e odori sgradevoli, consistenze dal viscido al legnoso... e vari gradi di tossicità e commestibilità vi saranno presentate.
Con l'indicazione continua e SEMPRE VALIDA di NON determinare da soli i funghi raccolti, ma di imparare a trovarli, raccoglierli, trasportarli e conservarli correttamente per poi consultare un Micologo esperto prima di consumarli!



6. Facciamo fare ginnastica al cervello.
Trovare il colore dei Caraibi sotto le cime Dolomitiche del Brenta e farci pure un bagnetto aiuta a capire che le nostre categorie mentali sono estremamente ristrette...




7. A volte ciò che è tuo non è soltanto tuo.
Nella legnaia della Casa nella Natura di Educazione Consapevole abbiamo trovato un nido, all'inizio di Giugno. Purtroppo, essendo il nido "silente" (nessun piccolo pigolante, per intenderci) e quasi a due metri di altezza, l'abbiamo toccato e quando ci siamo resi contro che dentro c'erano le uova ancora tutte ben chiuse... era troppo tardi. Il nido è stato abbandonato e lo abbiamo ritrovato identico a come lo avevamo lasciato settimane più tardi.

Mia la casa, mio il cortile, mia la legnaia. Troppa presunzione in questo pensiero?

La merla che aveva scelto di fare lì il proprio nido, pensava che tutto questo fosse anche un po' suo. E temo proprio che avesse ragione. 


E per oggi basta così. perchè credo che abbiamo già di che ragionare, noi e i nostri cuccioli, esploratori consapevoli grazie a #naturainfamiglia!

Un abbraccio a tutti,
Maria Beatrice