Lei ci credeva: ricordo di Marinella Azzola

Buongiorno amici di Educazione Consapevole,
questo è un post diverso dagli altri.


In questo stesso momento in cui scrivo, si sta celebrando il funerale di una persona che ho conosciuto anni fa e con cui mi sono trovata per diverso tempo a lavorare.

Si chiama Marinella Azzola e ricopriva il ruolo di funzionario dell’ASL di Bergamo presso l'Ufficio Vigilanza e Accreditamento, Settore servizi prima infanzia.

Chiunque abbia lavorato nel settore educativo 0/3 anni in provincia di Bergamo negli ultimi 20 anni la conosceva, perchè era quella figura che ogni supervisore, responsabile, coordinatore o educatore di Nido prima o poi incontra.

La conobbi prima attraverso le parole di alcune educatrici di Nido, poi di persona quando collaboravo con il Centro per il Bambino e la Famiglia della ASL di Bergamo e, infine, ebbi modo di incontrarla in più occasioni negli anni in cui ero Responsabile dell'Area Infanzia della Cooperativa Città del Sole.

Posso senza dubbio dire, quindi, che il ricordo che ho di lei è sfaccettato a sufficienza per essere considerato "imparziale".

Cosa ricordo e cosa vorrei che fosse ricordato di Marinella Azzola?

Innanzitutto che era una donna semplice e intelligente; i suoi occhi chiari erano arguti e penetranti.
Marinella non è mai stata banale nelle sue idee e ha sempre volato in alto nelle sue proposte.

Senza alcun dubbio la ricordo come una professionista sinceramente e seriamente appassionata al proprio ruolo: prima dei suoi sopralluoghi c'era sempre una certa tensione, perchè era severa nei suoi giudizi, ma il suo obiettivo ultimo era sempre spronare gli operatori dei servizi a fare bene e a fare meglio.

Non era presuntosa, Marinella. Desiderava condividere continuamente le sue nuove scoperte in campo educativo con coloro che la seguivano con fiducia.

Ricordo un lunghissimo tête-à-tête durato tre ore buone (saltando il pranzo!) nel suo austero e piccolo ufficio (decorato minimamente e con garbo e gusto, come voleva che fossero gli ambienti educativi dei servizi 0/3) durante il quale mi mostrò centinaia di immagini fotografiche di nidi italiani e stranieri, in cui si vedeva ciò che lei pensava fosse "il meglio" nel campo educativo 0/3 anni.

Non era "gelosa" dei suoi pensieri, anzi. Ne faceva parte volentieri ai suoi accoliti.

Sapeva dare fiducia alle persone, Marinella. Ma non era ingenua. Sapeva anche capire quando la fiducia era stata ben posta, oppure no.

Voleva bene ai bambini, nel vero senso della parola: voleva il loro bene. Non quello delle educatrici o del personale (che, a volte, temevano le sue nuove indicazioni organizzative perchè avrebbero significato stravolgere pensieri ed opere), ma quello dei bambini.

Aveva una vera passione per gli ambienti educativi e per la loro strutturazione: poteva dirti di trasformare una sezione di Nido e poteva dirtelo seriamente e severamente, ma poi non ti lasciava da sola a farlo. Lei c'era.

La ricorderò sempre con la sua camicia azzurra, i jeans e le Birkenstock, così come la vidi per prima volta, quasi 15 anni fa.

Lei ci credeva: a tutto ciò che diceva e faceva. Una persona sincera. Una persona cui tantissimi, oggi, devono dire "grazie", per averli resi più consapevoli e migliori.

Ringrazio apertamente anche Francesca, la collega ed amica che ieri sera, durante una lunga e commossa telefonata, mi ha permesso di mettere insieme questi pensieri.

Ciao Marinella, ti ho voluto salutare con un'immagine di speranza, perchè sono certa che verrà il momento in cui ci incontreremo di nuovo.

La luce, prima o poi, squarcia ogni nube.
Maria Beatrice