I bambini ricordano la vita nel pancione? - PARTE PRIMA

Cari amici di Educazione Consapevole,
riemergendo a lenti passi da una tremenda influenza (sigh!) eccomi a scrivere questo contributo, come promesso di recente su Facebook alle mamme che commentavano un post davvero interessante.

Come forse già sapete, circa dieci anni fa ho iniziato ad interessarmi degli aspetti educativi e psicologici legati alla gravidanza, al parto ed al postparto.  Ho studiato con passione l'argomento e me ne sono occupata per qualche anno; poi il mio percorso lavorativo ha preso strade vicine ma diverse.

Eppure l'attrazione per le primissime fasi della vita umana non mi ha mai abbandonato; dal giorno in cui ho scoperto che esisteva una vita psichica prenatale - scovando per caso un libro in libreria, pensate un po'! - non ho più smesso di interessarmene.

Se volete "assaggiare" tre minuti di Vita Prenatale, tanto per entrare nel clima della questione, guardate questo video sul canale youtube di Educazione Consapevole:


Interessante? Spero proprio di sì... 

Ciò che mi ha portato qui con voi, oggi, quel post su Facebook cui accenavo poco sopra, riguardava proprio questi temi: una mamma chiedeva notizie e consigli in merito ai ricordi di pancia e di parto che sembravano "emergere" spontaneamente dal suo bambino di quasi 4 anni.

Molti commenti hanno iniziato a comparire in calce al post, alcuni dei quali scettici o dubbiosi circa la possibilità che si trattasse di veri ricordi (i bambini hanno l'immaginazione molto sviluppata, io non credo siano ricordi ...), altri più possibilisti (io non ci credo, però il discorso mi affascina...), altri ancora apertamente concordi e consapevoli della preziosità di questi ricordi (succede ad alcuni bambini, non è così raro...).

In questo post, diverse mamme hanno riportato esperienze dei propri figli che raccontano qualcosa della loro vita durante la gravidanza o del parto e, cosa a mio parere bellissima, altre mamme hanno raccontato di loro personali ricordi di primissima infanzia, ricordi davvero inspiegabili perchè non comprensibili altrimenti se non accettando il fatto che sì, i bambini possono ricordare la gravidanza, il parto e la primissima infanzia.

Siamo abituati a pensare che non abbiamo ricordi della nostra vita sotto i tre anni ed in effetti la memoria cosciente sembra arrivare più o meno lì, magari lasciando qualche "flash" o qualche immagine decontestualizzata da tutto se si cerca di scendere ulteriormente con i ricordi nel tempo.

Si tratta di una questione probabilmente legata all'immaturità di una regione profonda del cervello che si chiama Ippocampo, che fa parte del sistema limbico e che è costituita da paleocorteccia. Significa che è una struttura arcaica del cervello, dal punto di vista dell'evoluzione.



La memoria "sta" nell'Ippocampo. Ma forse non solo, forse non sempre.

Ma allora è possibile ricordare qualcosa delle primissime fasi della propria vita oppure no?

La risposta è "sì", il "come" sia possibile è più difficile da chiarire e il "quando" è un aspetto cruciale della questione.

Il fatto è che, innanzitutto, bisogna ribadire che il bambino in utero è un soggetto senziente, la cui realtà somatopsichica è ancora in buona parte da comprendere. 

Da decenni la scienza studia la vita fetale e, sempre più, questi ne emerge come Essere che percepisce, apprende, pensa, ricorda.

Che, almeno a partire da una certa età gestazionale, il feto abbia la capacità di ricordare è un dato di fatto, così come che la capacità di ricordare quanto appreso nel pancione permanga nella vita neonatale.

Per cui possiamo dire che, anche se il suo cervello è più che immaturo, il feto in qualche modo è in grado di apprendere ed immagazzinare informazioni.

Posto che tra vita fetale e neonatale vi è continuità, immagino possa apparere ragionevole l'idea che un lattante possa ricordare suoni, parole, canzoni o altri stimoli appresi durante la vita intrauterina.


Ormai chiunque sa che si consiglia alle donne gravide di cantare sempre una stessa canzoncina, ogni giorno, nell'ultimo trimestre di gravidanza, perchè diventi la canzone della calma per il bambino una volta nato.

Ciò sarebbe impossibile, senza memoria fetale. 

Quindi: un neonato può ricordare qualcosa di appreso in gravidanza. Anche un lattante può ricordare, se lo può un toddler come quello dell'intervista linkata poco sopra (che io stessa ho raccolto direttamente, assistendovi).

E a 2 anni o 3, perchè le cose dovrebbero cambiare? Perchè il cervello cambia, è vero, perchè la crescita neuronale modifica molte cose, perchè sembra che la memoria inizi a lavorare in modo diverso.

Ma ogni cervello cambia in modi e tempi diversi. I cervelli  non sono tutti identici, nè tutti replicabili nelle loro profonde modalità di funzionamento. Il cervello è lo strumento più "originale" che esista.

Ogni cervello è unico e irripetibile.

Ed è proprio dai 2 ai 5 anni che vi è la maggior parte dei racconti spontanei da parte dei bambini, quei racconti a volte fumosi e a volte incredibili perchè riportano quel dettaglio che nessuno, ma proprio nessuno, poteva aver mai detto al bambino. 

Da qui nasce la Domanda: "ma si ricorda per davvero?". E poi, la successiva, specie se gravidanza e parto non sono state proprio l'idillio: "e adesso cosa faccio? E se si ricorda qualcosa di brutto?".

La seconda parte di questo contributo, che pubblicherò a breve, vi aiuterà a trovare risposte, promesso!

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Maria Beatrice