Metodo Estivill (“Fate la nanna”): cosa è bene sapere

Buongiorno a tutti!

In questi giorni “post inaugurazione” del blog, mi trovo a chiacchierare con amici e colleghi che lo visitano e molti mi dicono di aver letto i post che parlano di Estivill e e del suo metodo. È un argomento ultra gettonato, non c'è che dire.

Rispetto al “Metodo Estivill” vi invito a leggere questo articolo su “Il Bambino Naturale” . Lo trovo molto importante perchè chiarisce informazioni cruciali sulla posizione che diversi organi, enti ed associazioni scientifiche hanno pubblicamente preso nei confronti del metodo stesso. Non credo che Estivill avrebbe tutto questo “appeal” se in quarta di copertina di “Fate la nanna” ci fosse scritto tutto quello che leggerete! 

Leggete anche i commenti – ne ho scritto uno anche io – e vi farete un'idea rispetto alla confusione che esiste sul metodo, su come si possa/si debba applicare e sugli effetti anche discontinui che può avere. Mi riferisco al fatto che non è un metodo “per tutta la vita” ma solo un metodo “salvavita” nel qui-e-ora. Non garantisce sonni tranquilli e prolungati a tutti nel tempo, ma solo entro breve. Per cui: un trasloco, un cambiamento di vita, una malattia, anche solo il nasino chiuso, potrebbero far crollare il gigante dai piedi di argilla e si dovrà di nuovo scegliere come affrontare i risvegli notturni dei bimbi Estivillizzati. Ho incontrato mamme che hanno utilizzato Estivill con successo anche nel tempo, mamme con bimbi paciosi e dormiglioni di loro, intendiamoci..., così come ho incontrato mamme che ammettono di aver dovuto ripetere il metodo a più riprese perchè a un certo punto il loro bimbo aveva ricominciato a svegliarsi e le cose erano ancora più difficili della volta precedente (sarebbe utile chiedersi il perchè...).

Vi invito a guardare questo video in cui Bob Sears (uno dei figli di William Sears, entrambi pediatri), racconta del “Metodo Sears” per aiutare i bimbi a dormire anche nel loro lettino (come anche con i genitori, se ce n'è bisogno) “calmly, peacefully and stress-free”, vale a dire tranquillamente, serenamente e senza stress (per il bambino, ma anche per i genitori). Mi spiace che il video sia in inglese, ma i punti essenziali sono:
a. è possibile insegnare al proprio bambino che “a volte è ok dormire nel lettino”,
b. la chiave della buona riuscita del metodo sta nella rassicurazione e nella presenza del genitore,
c. si possono e si devono accarezzare, toccare, baciare i bambini
d. si può anche dormire insieme.



Nessun diktat, ma molto buon senso, molti sorrisi (tanti sbadigli, eh, non facciamoci sciocche illusioni!) e soprattutto molta intelligente e sana flessibilità. Inoltre, i tre “step” del metodo sono molto chiari:
1 - rule out medical issues, vale a dire escludere qualsiasi tipo di problema di origine organica (e vi sembra poco?)
2 – insegnare al bimbo a dormire da solo nel lettino (e NON ad addormentarsi da solo)
3 – aumentare il coinvolgimento del papà

Sears insiste sull'importanza di rituali della nanna intesi come modalità ripetibili e riconoscibili per accompagnare il bambino nel sonno. Anche Estivill insiste sui rituali ma, nel suo caso, i rituali rappresentano tutto ciò cui un bimbo si può appoggiare per rassicurarsi, insieme all'oggetto transizionale scelto.

In pochi giorni il bimbo del video dorme anche nel suo lettino, si addormenta più velocemente e, comunque, può essere anche portato in camera con mamma e papà.
Nel giro di un paio di settimane le cose migliorano ancora e tutti ne beneficiano. Nessun bambino ha pianto da solo (tantomeno ha vomitato o si è fatto addosso tutti i bisogni), nessun genitore ha dovuto farsi violenza per non accorrere al pianto del suo bambino. Ci vogliono più dei tre “magici” giorni di Estivill, i genitori sono impegnati molto ma soprattutto fisicamente e i loro livelli di stress non sono dovuti salire alle stelle. Ma, soprattutto, non c'è stata alcuna tabella da rispettare perchè i tempi sono dettati dal feedback che il bambino dà con i suoi comportamenti e le sue reazioni.

Cosa ne dite? Mi sembra che valga la pena pensarci.

Aspetto i vostri commenti!

Maria Beatrice :)