Libri: buon cibo per la Mente

Cari amici di Educazione Consapevole,
eccomi con un nuovo e speciale guestpost, dedicato all'importanza dei libri e della lettura ad alta voce per lo sviluppo del bambino, tema da voi di certo già noto per la significativa azione del progetto nazionale Nati Per Leggere



Ho di recente parlato dell'importanza del gioco nella crescita della persona che è il bambino, aprendo un trittico di contributi su questo vastissimo campo di azione pedagogica e psicologica.

Dopo il gioco e i libri, parleremo del ruolo cruciale dell'educazione musicale precoce e di qualità: ma per questo contributo bisogna aspettare ancora un poco.

Nel frattempo vi invito a gustare questo piacevolissimo contributo sul tema:


LEGGERE AI/PER/CON I BAMBINI

Redatto da Cristina Tiberi – Bibliotecaria,  appassionata di editoria per ragazzi in special modo di albi illustrati. 

"Valorizzare le risorse affettive di un bambino gli permette di affacciare lo sguardo interiore sull’orizzonte di senso della sua esistenza. È uno degli obiettivi del prendersi cura, oltre alla protezione meramente fisica e al procurargli ciò di cui ha materialmente bisogno.

Una delle azioni privilegiate in cui il prendersi cura di qualcuno enfatizza il suo potenziale di intensità affettiva unito ad emancipazione, autonomia, incremento delle risorse cognitive è quello della narrazione/lettura di storie.

Un adulto che narra/legge ad un bambino instaura una relazione intersoggettiva il cui contenuto è costruito insieme e non semplicemente trasmesso unilateralmente. Questo crea intensità affettiva ed empatia tra i soggetti che condividono questa esperienza e li fa incontrare in un mondo emozionale popolato da personaggi e situazioni che divengono così dei modelli di riferimento nel processo di educazione sentimentale.

Quindi la felicità,  le paure, le prove da superare, le gratificazioni e le soddisfazioni dei personaggi fiabeschi formano un patrimonio da cui prelevare per dare nome ed immagine ad emozioni  ed ansie che poi si trasformano e divengono sentimenti.

Nell’ambito dell’editoria gli albi illustrati rappresentano quanto di meglio ci sia per avventurarsi in una esperienza di cura narrativa. Una storia formata da parole ed immagini è molto più incisiva e completa rispetto ad una semplice narrazione senza apporto iconografico.

Innanzi tutto si forma un repertorio visivo condiviso  cui attingere quando è necessario confrontare reale ed immaginario, conscio ed inconscio per contestualizzare e dare senso alla lettura che ci porta a capire e a capirsi.

Inoltre dal punto di vista cognitivo associare discorso e figura contribuisce ad evidenziare che non esiste un modo giusto ed unico di rappresentare visivamente qualcosa, ma esistono per ogni rappresentazione infinite possibilità.

Varietà di stili e strategie illustrative disparate ed eterogenee non solo non creano confusione ma anzi dilatano la consapevolezza interpretativa e metaforica che i bambini usano per decifrare il mondo narrativo e poi quello reale.

Evitare allora i testi visivi semplici quando semplicità è coniugata con banalità e stereotipia, privilegiando invece le illustrazioni complesse, magari inquietanti, ma che si possano leggere e ri-leggere per notare e scoprire dettagli e/o aspetti che necessitano di più passaggi per essere individuati.

Il codice iconico non può essere letto e quindi compreso con lo stesso metodo che riserviamo alle parole. Un’immagine non può essere percepita linearmente, va esplorata con lo sguardo in tutte le direzioni ed unisce aspetti grafici e tecnici a mescolanze di stile e colore di cui ciascun autore è emblema e per i quali diventa riconoscibile. Questo crea un insieme inscindibile che sicuramente non è di immediata percezione, ma proprio per questo è estremamente stimolante.

Gli albi illustrati hanno un loro particolare tipo di linguaggio che non è dato dall’assemblaggio automatico del codice didascalico con quello iconico. Questo linguaggio ci parla attraverso molteplici codici comunicativi, di cui parole ed immagini non sono che l’antipasto di un pranzo che si prospetta luculliano.

Sicuramente l’illustrazione ha una infinita capacità di aggiungere elementi alla narrazione, anche spiazzando e contraddicendo a volte quello che il testo scritto racconta, e spesso il suo ruolo sembra preponderante rispetto alle parole.

Ma un racconto fatto di immagini quando queste sono illustrazioni di qualità produce parole nel pensiero di chi le guarda e può essere compreso pensando solo parole, mentre immagini banali non generano nulla se non sterili meccanismi di riconoscimento.

Quando un adulto condivide un albo illustrato con un bambino gli consente di organizzare pensieri, messaggi, produzioni narrative ed argomentative e se questa pratica di cura viene reiterata nel tempo fino a diventare una buona e sana abitudine, porta ad alcune conquiste.

Il bambino oggetto e soggetto di costante narrazione/lettura di albi illustrati riesce ad elaborare competenze che si trasformano in risorse culturali ed intellettuali che potrà spendere a prescindere dall'ambito narrativo e persino da quello scolastico, perchè saranno risorse che lo metteranno in grado di costruire pensiero, conoscenza, identità."

Ed ora vi sfido a non entrare in biblioteca per approfittare di tutto ciò che libri, storie ed immagini possono regalare a voi e ai vostri piccoli!

A presto!

Maria Beatrice