La riscossa delle chiocciole

Cari amici di Educazione Consapevole,
vi starete forse chiedendo che fine abbiano fatto le chioccioline che qui a casa avevamo adottato lo scorso autunno, quelle di cui vi raccontavo in questo post di #naturainfamiglia.

Dunque... erano quattro: Gino, Luca, Lucilla e Higuain.

Lucilla e Higuain, le chiocciole trovate in seguito a Gino e Luca, ci hanno purtroppo lasciati per cause ancora non chiarite: probabilmente uno sbalzo termico ha dato loro il colpo di grazia, stante la loro evidente vulnerabilità dovuta ai gusci danneggiati e alle condizioni in cui le avevamo trovate.

Ci è dispiaciuto moltissimo perderle, ma le chiocciole superstiti hanno presto deciso che era ora di darsi da fare per aumentare il numero di inquilini nel terrario.

Si sono accoppiate: dato che le chiocciole sono ermafrodite insufficienti, qualsiasi esemplare può fecondarne un qualsiasi altro. Ogni chiocciola ha l'organo riproduttore maschile (che si chiama dardo) e l'ovario femminile, per cui la probabilità che due chiocciole si fecondino reciprocamente è piuttosto alta.

Per cui, una mattina, le abbiamo trovate così:




Abbracciate, occhi negli occhi (in cima alle "antenne" più lunghe), impegnate in ciò che è il fine ultimo di ogni essere vivente: dare continuità alla propria specie.

L'accoppiamento delle chiocciole è piuttosto lungo e, a tratti, quasi violento, tant'è che poi restano per ore e ore del tutto inerti, eauste e letargiche.

Per la gioia della nostra famiglia, tutto è andato a buon fine e ci siamo ritrovati con una scintillante covata di circa 25/30 uova deposte sotto terra.


Minuscole uova di un bianco perlaceo, accatastate in posizione favorevole per essere osservate.

Dopo circa venti giorni le uova hanno cambiato di aspetto, sono diventate più scure e sembravano raggrinzirsi, finchè, una mattina, le nuove minuscolissime chioccioline hanno fatto capolino!

Le vedete? Strisciano con il loro piede grande quanto una briciolina di pane contro il plexiglass del terrario e, credetemi, sono delle vere miniature!



Ora: il fatto è che ad oggi siamo già alla terza covata e, in totale, circa un centinaio di chiocciole abitano ormai ben QUATTRO terrari.

Uno è stato dedicato alle chiocciole "adolescenti" (che si sono riprodotte pure loro e che ho trovato di nuovo intente a fecondarsi ieri mattina!)



Un altro terrario è, invece, finito allo Spazio Gioco "Ludobaby" di Curno, dove lavoro con famiglie di bambini da 0 a 3 anni.



Qui, i bambini sono coinvolti nella cura delle chioccioline al momento di dare loro del cibo (alcuni bimbi portano l'insalata dell'orto di casa!); inoltre, al momento della merenda, porto vicino ai bambini seduti a  mangiare una o due chioccioline, tenendole nel palmo della mia mano, perchè possano guardarle da vicino e familiarizzare con queste piccole e simpatiche creaturine.

Una mamma che frequenta lo spazio gioco con la figlioletta, ha deciso di preparare un terrario simile  a casa e ha "adottato" ben dieci delle nostre chiocciole!

... potreste farlo anche voi, che ne dite? Sarebbe un modo semplice, economico e immediato per avvicinare i vostri bambini all'idea di accudire un animale, prendendosene cura.

Chiudo questo posto di #naturainfamiglia con queste tenere immagini di "mamma chiocciola" e di una delle sue piccoline. 

Che meraviglia, questa Natura!

Un caro saluto a tutti,
Maria Beatrice