L'infermeria delle chiocciole

Buonasera cari amici,
eccomi per condividere con voi un capitolo tenero e recente di #naturainfamiglia.

Durante l'estate ci siamo occupati delle chiocciole della scuola dell'infanzia frequentata dalla Tata; quattro gasteropodi che avevano avuto un nobile ruolo in classe: prendere parte al progetto sul riciclo e dimostrare la fase di "destino naturale" degli scarti organici (quello che siamo abituati a chiamare "umido").
Ad essere sincera le quattro chioccioline affidateci non ci avevano mosso il cuore, forse perchè sapevamo di doverle restituire o forse perchè eravamo decisamente impegnati a ristrutturare la Casa nella Natura di #educazioneconsapevole e il nostro tempo era quasi del tutto dedicato a pulire, restaurare, costruire, montare, dipingere, scavare e chi più ne ha, più ne metta...



Martellate sul dito, tagli e fiacche compresi, eh!

Fatto sta che (almeno noi adulti) eravamo sollevati e contenti di poter restituire le quattro creaturine alla scuola, alla ripresa dell'anno educativo. 

E pensavamo che il capitolo gasteropodi fosse chiuso... e invece no!

Giusto poco prima di terminare il "Percorso della Rana" (ops! Ancora non ne ho scritto sul blog... debbo rimediare!) eccoci capitare di fronte a due belle chiocciolotte di prato, tutte rugiadose e striscianti sulle foglie bagnate. 

Una delle due aveva il guscio danneggiato, due cornini lughi lunghi e un'aria simpatica (vi prego di credermi); l'altra era bella, grossa e stava proprio vicino vicino alla prima.

Insomma, abbiamo deciso di portarle a casa e di allestire un terrario appositamente per loro. Sono state battezzate Luca e Gino (sic!) e messe insieme a condividere un nuovo pezzo di vita protetta, al sicuro da predatori e altri pericoli.


Abbiamo così iniziato un'esperienza familiare di accudimento delle chiocciole, abbiamo imparato e letto (ad esempio: sapevate che l'osso di seppia è adatto ad aiutarle a ricostituire il guscio? Per via del calcio!), cercato informazioni, cercato sassi, cercato foglie, cercato rami, cercato piante, cercato terra...

Un vero lavoro da esploratori e da piccoli veterinari.

Al giro successivo nel bosco ecco che troviamo un'altra chiocciola decisamente malmessa, in estivazione (cioè "imbozzolata" e chiusa), col guscio proprio rovinato. Ed ecco aggiungersi Higuain (vi prego, non dite nulla in merito...) al gruppetto di chiocciole.

Poi una mattina papà ci scrive una mail e ci avvisa di aver trovato un'altra chiocciola in difficoltà, più piccola e scura delle altre: potevamo forse abbandonarla ad un destino di essiccazione sulle mura assolate di Bergamo Alta? Giammai!

Ed ecco arrivata Lucilla.

Insomma: quattro creature graziose, interessanti e un po'acciaccate ora fanno parte della famiglia!
Vi assicuro che la loro presenza è stimolo a "prendersi cura" e a crescere (compreso il nonavereschifodellabava e e anche il nonavereschifodellaverduramarcia)!

#naturainfamiglia prosegue, vi parlerò anche del Percorso della Rana, a tempo debito!

Un saluto a tutti,
Maria Beatrice