Dimmi cosa mangi e ti dirò... come diventerai

Un solare buongiorno a tutti (non so da voi ma qui sembra primavera!).
Oggi coniugo informazioni provenienti da fonti diverse per contribuire a divulgare qualche notizia utile per mamme in attesa, neomamme ed anche  mamme più navigate.

Partiamo da questa notizia: "Le patatine come la marijuana: anche i grassi danno dipendenza" (l'articolo originale è " Endocannabinoid signal in the gut controls dietary fat intake", pubblicato sulla Rivista "Proceedings of the National Academy of Sciences").
Che novità, direte voi, lo sappiamo tutti che "una patatina tira l'altra" e che una volta aperto il pacchetto è difficile smettere... (di norma o ci si autocontrolla oppure si smette solo quando il pacchetto è vuoto!).
Eppure non è una notizia da sottovalutare perché, se ci pensiamo bene, possiamo trovarci qualcosa di molto utile per il nostro agire quotidiano come genitori.

Tanto per cominciare chiediamoci quanti bambini conosciamo che fanno merenda con un pacchetto di patatine in busta, se va bene quelle classiche, altrimenti quelle ricoperte di saporito glutammato, aromatizzate al formaggio (o qualcosa che gli somiglia) e così via.


Io ne conosco tanti. E piccoli, anche. Bambini di tre anni che, quasi quotidianamente, consumano una bustina di patatine, con il beneplacito di chi gliele acquista, magari aggiungendoci una bibita gassata, piena di zuccheri, coloranti e aromi.

Ma torniamo alle patatine che, come ognuno può vedere leggendo gli ingredienti riportati sulla busta, di solito sono fritte in olio di semi di girasole, che è ricco in Omega6 (Acido Grasso Essenziale Polinsaturo).
Chiediamoci ora cosa accade nel cervello e nello stomaco di un bambino che si abitua a consumare questo tipo di grasso; si creano almeno tre effetti negativi:
1. il meccanismo di dipendenza dovuto all'attivazione della connessione tra cibo e piacere (come indicato dall'articolo sopra indicato)
2. l'abitudine alimentare scorretta (e la relativa dipendenza psicologica)
3. l'indebita introduzione nell'organismo di Omega6, spessissimo a discapito dell'introduzione, invece, di Omega3.
Sapete che negli ultimi 4 milioni di anni gli esseri umani sono evoluti con un rapporto omega 6/omega 3 di 1:1, mentre negli ultimi 100 anni questo rapporto ha raggiunto il valore di 25:1 e oltre?  

Le cause di questo drastico (e drammatico) cambiamento sembrano essere:
- Crescente impiego di olii ricchi in Omega6 nei cibi industriali (appunto)
- Animali allevati e vegetali coltivati più ricchi in Omega6
- Crescente paura del colesterolo 
- Uso di olii (arachidi, girasole etc.) ricchi in Omega6 (ri-appunto)
- Diminuito consumo di pesce azzurro (l'umile Sgombro).

Questo squilibrio riguarda e interessa in particolare le mamme in attesa, le donne che allattano al seno e i loro figli, dentro e fuori il grembo materno. 

E' dimostrato che lo sviluppo cognitivo, quello dell'acuità visiva e perfino la coordinazione oculo-manuale nel neonato e nel bambino anche ben più grande (ho trovato studi su bambini fino ai 6 anni e mezzo!) sono direttamente collegati a questo squilibrio di grassi Omega6 e Omega3. Troppo dei primi e troppo poco dei secondi.
Tra l'altro la ricerca che ho consultato io riporta anche che "L’ integrazione di DHA nella dieta di bambini non allattati al seno, o delle mamme che allattano, ha forti possibilità di migliorare lo sviluppo immunologico del bambino, in particolare potenziando la composizione e la maturità dei linfociti, citochine e antigeni."

E allora: cosa fare? Vi propongo le mie idee in merito.

La prima: INFORMARSI. Sono monotona, lo so, me lo ripeto da sola, ma sono sicura che ogni volta che si fa viaggiare un'informazione non sia inutile.
La seconda: FARE SCELTE CONSAPEVOLI e NON TEMERE DI ESSERE DIVERSI. Pane, frutta (magari bio?), una fetta di torta fatta in casa, un trancetto di pizza semplice... Ci sono mille alternative migliori delle patatine per la merenda dei bimbi (e pure per la nostra!).
La terza: SE SIETE IN ATTESA e/o STATE ALLATTANDO AL SENO, CHIEDETE AL VOSTRO MEDICO DI INDICARVI UN INTEGRATORE DI DHA, specialmente nel secondo e terzo trimestre di gravidanza  e per tutto l'allattamento. Non solo il sistema nervoso del vostro bambino ne trarrà enorme beneficio, ma assumendo quotidianamente l'olio di pesce che sempre è contenuto in questi integratori, abituerete il vostro bimbo al sapore del pesce stesso, fin dalla vita intrauterina. 

Forse non tutti sanno che il liquido amniotico e il latte materno assumono sapore da ciò con cui la madre si alimenta, motivo per il quale i bambini indiani amano il sapore del curry, ad esempio. Io stessa ho aiutato il mio ometto a diventare un divoratore di pesce grazie a questo semplice, utile ed efficace espediente. Insomma: un investimento che dura per tutta la vita!
La quarta: SIATE D'ESEMPIO. Difficile impedire ai bambini di consumare schifezze se noi per primi non ce ne asteniamo.
La quinta: DIVULGATE QUESTE INFORMAZIONI Pur avendo una ginecologa brava e scrupolosa, per entrambe le mie gravidanze ho dovuto dirle io che volevo assumere oltre all'integratore "di base" anche un integratore di DHA!
 
La sesta (ed è l'ultima, ve lo prometto): NON FRIGGETE ALIMENTI CON OLII SBAGLIATI.

Sarei felice di sapere cosa ne pensate e se avete altre idee e suggerimenti li aspetto!

Un saluto a tutti
Maria Beatrice